ERITREA
I pastori Saho

donna e bambini della penisola di Buri |
Nel primo millenio, una popolazione di lingua cushitica scese dall`altopiano orientale ed sviluppò un modo di vita pastorale adeguandolo al terreno sterile dei bassopiani e gradualmente dando origine a quelle popolazioni oggi conosciute come Saho e Afar.
I Saho abitano la costa e l'entroterra attorno a Massawa, muovendosi alternativamente secondo le stagioni. Verso la fine di Aprile, quando le piogge nel bassopiano finiscono, i Saho lasciano la regione costiera di Semhar e muovono il loro bestiame per andare su negli altopiani di Akele-Guzai, dove comincia la stagione delle pioggie. Lì si fermano fino a settembre, quando le piogge terminano, e poi tornano verso il bassopiano per avvantaggiarsi della stagione umida di quei luoghi.
Nei secoli un rapporto di reciproco aiuto si è sviluppato tra i Saho dell'altopiano e i Tigrini. I Saho non solo badano al proprio bestiame ma anche a quello dei Tigrini dell'altopiano, dai quali ricevono in cambio dei cereali.
Gradualmente questo ha portato all'insediamento di gruppi di Saho fra i Tigrini dell'altopiano, cosicchè ci sono vari villaggi in Akele-Guzai dove Saho e Tigrini vivono uniti.
I Saho che si sono sistemati negli altopiani, sono diventati gradualmente piccoli agricoltori, come erano i lori antenati prima di scendere verso la costa migliaia di anni fa.
Il miele è un'importante parte della dieta dei Saho e allevare api è un'attività prestigiosa. Persino i Saho di città si dedicano all'apicoltura.
I Saho sono organizzati per discendenza patriarcale. Ciascuno dei sette gruppi ha un capo tradizionale, chiamato rezanto, ma la sua autorità è soggetta all'approvazione di una assemblea costituita da soli maschi. Anticamente il ruolo del "rezanto" era quella del capo militare in tempo di guerra.
I Saho si compiacciono della loro reputazione guerriera. In passato un gruppo scortava le carovane tra Etiopia centrale e Massawa, e erano profumatamente pagati per la loro protezione militare.
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Eritrea Horizons, Vol 1, No 2 , 1997. Traduzione a cura dei ragazzi del liceo
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